EMILIA ROMAGNA (NOTE D’ORGOGLIO) - Aprile/Maggio 2013 - Numero 55


Nelle vigne del divino Lambrusco

Dove il terremoto del 2012 si è accanito con tutta la sua forza, si scoprono delle sfumature capaci di sorprendere: quelle del Rosé del Cristo di Cavicchioli. Al giudizio degli esperti

di Alessandro Franceschini
«Durante la seconda scossa ero in foresteria. Ci siamo buttati sotto una volta, quasi paralizzati. Non riuscivamo neanche a camminare a causa della polvere». Mentre ti avvicini a San Prospero, in provincia di Modena, terra di Lambrusco, o meglio del Sorbara, non hai la percezione così nitida di attraversare luoghi squassati da un terremoto che nessuno immaginava potesse colpire queste zone pianeggianti. «Abbiamo sempre guardato l’alveo dei fi umi, da lì son sempre arrivati i pericoli. Adesso abbiamo imparato che dobbiamo stare attenti anche alle viscere della terra». Non possiamo iniziare che da quel 29 maggio del 2012 il nostro incontro con Sandro Cavicchioli: nove giorni prima, di notte, una scossa di magnitudo 5,9 della scala Richter aveva già creato danni in zona, ma la seconda, con la stessa intensità ed epicentro tra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro irruppe con forza anche da queste parti. Cos&igrav ...

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