PERLAGE - aprile/maggio 2016 – numero 73


Come Venere dall’acqua

Tempi propizi per la piccola realtà récoltant manipulant edificata da Enrico Baldin e Nadia Nicoli di Encry. L’azienda è giovanissima ma i presupposti sono leggendari, giacché la vulgata vuole che sia nata, come Venere dall’acqua di mare, dall’inerbiento delle vigne di un vecchio vigneron che Enrico seguiva, nella sua vita precedente, come ingegnere a Mesnil-sur-Oger. Oggi, i due ettari e mezzo di Encry sono benedetti dai santi di Krug e Salon, che la cingono da più parti, nel cuore di un comune classificato 100% Grand cru Blanc de blancs. Propizi i tempi, ma non ancora del tutto risolti secondo il perfezionismo illuminato di Enrico per il Millesimo 2009, degustato in anteprima. Secondo noi, si tratta di un esemplare già importante, preciso. Tecnicamente, è un récemment dégorgé zero dosage che, dopo cinque anni sui lieviti, si schiude prima timidamente, con accenni di nocciola e fieno essiccato, poi più disinvoltamente con la grazia del miele e dei fiori gialli slanciati dai picchi agrumati, infine magnanimamente grazie alle note di burro, caramella d’orzo, con evidenze di arachidi e gli anacardi. La bocca restituisce un sorso energico, scalpitante, di grande sviluppo. L’acidità, ben integrata, allunga nel finale insieme a una piacevolissima scia sapida che ci si asciuga sulle labbra come ci fossimo appena sdraiati al sole dopo un lungo bagno al mare. In sintesi e, soprattutto, in potenza, si tratta di un sorso pacifico ma teso, ben distribuito tra sapidità e acidità e un’opulenza fiera che lascia presagire una storia di grande evoluzione.

EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP