BOTTE E RISPOSTE - aprile/maggio 2016 – numero 73


Tanti vini lo chiamavano papà

di Daniele Cernilli
La confusione imperante nella critica enologica italiana arriva al punto di determinare divisioni e distinguo persino quando si commenta la figura di un gigante di questo mondo qual è stato Giacomo Tachis. A soli pochi mesi dalla sua scomparsa, accanto ai dovuti riconoscimenti alla sua opera, ci sono stati alcuni commenti critici che impediscono, che ci sia una memoria condivisa. Spesso per pura superficialità di analisi o, peggio, per completa ignoranza della storia recente della vitienologia nazionale. Così Tachis viene tacciato di non aver compreso bene la grandezza del Sangiovese, per aver detto più volte, ma molti anni or sono, che sì, era un grande vitigno soprattutto se aiutato da un po’ di Cabernet. Una visione del mondo che è stata alla base della realizzazione del Tignanello a partire dal 1975, per esempio, e che era molto comprensibile in un’epoca nella quale ancora non erano stati selezionati i nuovi cloni e prima del ca ...

PER LEGGERE L’ARTICOLO INTERO COMPRA IL NUMERO IN PDF

EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP