PERLE DALLL'ALTO ADIGE - aprile/maggio 2016 – numero 73


Il pensiero contemporaneo di San Michele Appiano

di Laura Di Cosimo
L’unione fa la forza. Il noto ed efficace proverbio è il principio fondante della Cantina produttori San Michele Appiano in Alto Adige. Dobbiamo risalire fino al 1907 e agli Asburgo per tracciare la storia di questa cantina sociale, un modello cooperativo di viticoltori che trova il suo valore assoluto nella costanza qualitativa. Fondamentale per la crescita migliorativa è stato l’arrivo di Hans Terzer, giovane kellermeister (maestro di cantina) che inizia a lavorare in quest’azienda in momenti abbastanza difficili. Come ci racconta lui stesso: «Era il 1977, non avevo neanche 22 anni, la cantina aveva 200 ettari vitati, l’85% dedicato ai vini rossi, il restante 15% ai bianchi. Oggi gli ettari vitati sono 385, il 70% destinato ai bianchi, il 30% ai rossi». In oltre trent’anni una serie di cambiamenti che hanno consolidato il successo della cantina. «Fino a quarant’anni fa ognuno badava solo alla quantità, oggi s ...

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