ESPERIENZE - febbraio/marzo 2016 – numero 72


Le profonderadicidi Macioche

Le macioche sono le radici del corbezzolo, arbusto che cresce spontaneo e rigoglioso nei boschi attorno alla tenuta omonima nel cuore di Montalcino. Mai nome risulterebbe più appropriato a dare risalto al profondo legame tra questa azienda e il suo territorio. Ma procediamo con ordine, la storia de Le Macioche inizia nei primi anni 80 su una superficie complessiva di sei ettari a 420 metri sul livello del mare di cui tre sono a Brunello e uno a uliveto. Nel 2014 tre giovani imprenditori veronesi, Stefano Brunetto, Massimo Bronzato e Riccardo Caliari, proprietari di una società che si occupa di ecosostenibilità, alla ricerca di un’azienda vitivinicola tra Piemonte e Toscana, trovano quasi per caso Le Macioche a Montalcino, se ne innamorano e l’acquisiscono. I tre giovani hanno le idee chiare: hanno trovato un’azienda con una storia radicata e una identità ben delineata, devono semplicemente valorizzarne i dettagli più nascosti. Intraprendono immediatamente la conversione al biologico che si otterrà definitivamente nel 2018 perché la zona, essendo costantemente ventilata e asciutta, è naturalmente vocata. Comincia da subito l’iter di certificazione per la sostenibilità e l’efficienza energetica con il calcolo dell’impronta ambientale (Carbon footprint e Water footprint) di cui i tre sono esperti, da qui l’utilizzo di vetro riciclato al 95%, cartoni da imballaggio costruiti con minor uso di cartone, tappi di sughero provenienti da aziende rispettose dei cicli di coltivazione. L’azienda fin dall’inizio ha utilizzato il sovescio in vigna vinificando senza l’uso di sostanze chimiche e lieviti selezionati; per questa sintonia tecnica e filosofica la nuova proprietà ha voluto confermare il team di lavoro già presente per non perdere il patrimonio di esperienze e conoscenze acquisito negli anni, sostenendolo anche con nuovi investimenti, eliminando le vecchie botti ormai esauste e sostituendole con botti grandi nuove. Se dovessimo sintetizzare il tutto: rispetto della tradizione guardando al futuro. Quello che dovrebbe essere il futuro dell’agricoltura a Le Macioche è già il presente. Partiamo dalla prova di botte di Brunello 2014 che è la prima vendemmia della nuova proprietà. L’annata difficile è stata interpretata al meglio: diradamento dei grappoli ed epoca di vendemmia tardiva hanno permesso di ottenere un vino che già ora mostra un bel passo: naso inizialmente aereo con ginepro e menta, poi si fa più polposo con piccoli frutti scuri e humus. Anche in bocca sorprende per volume ed equilibrio, la frutta si sta sposando alla trama tannica, la freschezza irradia la dinamica amplificando la profondità, siamo certi di essere di fronte a quello che sarà un grande Brunello. Brunello di Montalcino 2008 Naso dotato di grande ricercatezza con fiori r

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