ALTA GRADAZIONE - febbraio/marzo 2016 – numero 72


Più che Rare... unico

Fatti più in là», cantavano una volta le Sorelle Bandiera. Nel ricco catalogo di Whisky prodotti da Macallan, si è dovuto far posto a un distillato che si colloca tra la serie 1824, quella dei vari Sienna e Amber per intenderci, e la master series composta, tra gli altri, dal Macallan Reflection. Il suo nome è Macallan Rare Cask. Se la qualità dello spirito è garantita sia dal blasone della distilleria sia dalla raffinatezza in fase di distillazione che può vantare Bob Dalgarno (20 anni di esperienza presso Macallan), il contenitore (e non parlo di bottiglia) è frutto di una selezione quasi esasperata. Le botti, ex sherry 100% che ospitano questa etichetta in fase d’invecchiamento, sono selezionate a partire addirittura dalle piante (avete letto bene) provenienti esclusivamente dalle foreste dell’Asturia e della Galizia. Non contenti quelli della Macallan controllano anche lo stato delle botti dopo che in esse è stato invecchiato lo Sherry per due anni scarsi. Dopo tutto questo, solo l’1% diventa un barile adatto a ospitare quello che diverrà Macallan Rare Cask. Il colore ambrato brillante è quindi frutto della qualità del legno e non dell’aggiunta di coloranti o caramello. Com’è? Più che «rare» direi unico, grazie a note molto potenti, ma tutto sommato equilibrate, di miele, zenzero candito, mandorla tostata, arancia candita e mandarino in confettura.

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