EMILIA ROMAGNA (SAPORE DI IODIO) - febbraio/marzo 2016 – numero 72


Sguardo fisso in Riviera alla cucina terracquea

È l’approccio della costa romagnola a quei sapori che si ancorano a quella porzione di terra che non è ancora acqua. E che la famiglia Bartolini esalta a La Buca di Cesenatico

di Leila Salimbeni
«È un concetto che il pensiero non considera, è poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera»; nessuno, puntualizzava la celebre canzone Il mare d’inverno, tranne coloro che si sono già recati, come in pellegrinaggio, a La Buca di Cesenatico: un locale che, in trent’anni, ha fatto per l’appunto del mare d’inverno almeno un contenitore dove, ancora oggi, albergano e si agitano sentimenti contrastanti e potenti suggestioni. Trent’anni, si diceva, quel tanto che basta per decidere di proiettarsi anche in quel di Bologna dove, da anni, La Buca è il fuoco delle velleità rivierasche di ogni gourmet. Il segreto? La declinazione del mare, e a maggior ragione d’inverno quando il Porto Canale di Leonardo da Vinci si veste di un’atmosfera color pastello, rarefatta e surreale, ancor più felliniana per via delle statuine del presepe di legno che animano il dondolio delle barche sulla banchina ...

PER LEGGERE L’ARTICOLO INTERO COMPRA IL NUMERO IN PDF


EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP