ABRUZZO (STORIE DI VITE) - febbraio/marzo 2016 – numero 72


Orgoglio senza pregiudizio

Gianni Masciarelli ha gettato il seme. Marina lo sta curando e sviluppando nella contemporaneità. Non da sola però: insieme alla figlia Miriam Lee ha creato un team «sostenibile» con molte quote rosa

di Laura Di Cosimo
Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché sono belle storie. E dietro una cantina come la Masciarelli c’è una storia di vino (e di vita) straordinaria, dove anche gli episodi più difficili hanno contribuito allo spessore qualitativo che è la chiave di successo di quest’azienda. Per il racconto, è giusto affidarsi alle parole della produttrice Marina Cvetic´, moglie di Gianni Masciarelli, figura di riferimento per la rinascita della viticoltura abruzzese: «Da subito aveva voluto cambiare il percorso familiare (il nonno di Gianni faceva vino) per cercare nuove strade, inventare un linguaggio innovativo per le tecniche d’impianto, valorizzare i vitigni come il Montepulciano d’Abruzzo e poi il Trebbiano, sperimentare ancora e ancora, in una continua sfida con se stesso». L’excursus temporale della Masciarelli coincide con il primo Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo: annata 1984, con uve ...

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