ESPERIENZE - dicembre/gennaio 2016 – numero 71


Il Sangiovese di San Clemente

Il Sangiovese nella viticoltura italica è come il dialetto, ogni provincia ha il suo. Che si tratti di un clone o di una trasformazione etimologica che gli fa assumere le sembianze di Brunello, Prugnolo Gentile o Morellino, il vitigno più coltivato in Italia, che per Giacomo Tachis è l’espressione dell’identità vinicola nazionale, nonostante l’ampia diffusione ha un’origine territoriale quasi certa, ossia la parte occidentale dell’Appennino Tosco-romagnolo. Dai monasteri vallombrosiani il vitigno è sceso a valle, in Romagna mantenendo il toponimo di Sangiovese e in Toscana preferendo l’etimo Sangioveto. Fra gli eterogenei terroir romagnoli ci soffermiamo sulle morbide colline di San Clemente, a sud di Riccione, dove il benefico influsso marino e i suoli franco argillosi generano vini caratterizzati da un salmastra nota minerale. Qui l’azienda fondata negli anni 60 da Enio Ottaviani e gestita ora con piglio rom ...

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