CAPOLAVORI DISTILLATI - dicembre/gennaio 2016 – numero 71


Tra bicentenario e paradosso della torbatura

di Andrea Grignaffini
Nello snifter volteggiano sensazioni definite, vivide, e luminose. C’è acqua, non solo di mare. I profumi, si diceva, sono piuttosto incisivi, e i rimandi salmastri si ritrovano nella sensazione di alghe essiccate, più un che di umido che si alterna a sentori più ordinari sebbene straordinari nella loro intensità, di torba e legno di botte. E poi ci sovviene, c’è odore di lago e qui ci sono davvero. Loch Arigh Nam Beist e Uigeadail da cui è attinta l’acqua che compone la sostanza di questo sorso. Siamo nell’isola di Islay altrimenti conosciuta come l’isola della torba, un’isola nell’isola, invero, un punto posto a sud-ovest della Scozia. E il naso non ci mente, perché assieme alla sensazione lacustre c’è anche il legno, quello delle vasche per la fermentazione; è legno di pino dell’Oregon, una peculiarità rispetto ad altre aziende produttrici di Whisky che infond ...

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