BOTTE E RISPOSTE - ottobre/novembre 2015 – numero 70


Guide ai vini: più che il numero conta la trasparenza

di Daniele Cernilli
I nizia la stagione delle nuove uscite delle guide dei vini, e in Italia il ritornello è sempre quello per cui da noi sarebbero troppe. Le principali sono ben nove, contro le quattro, forse cinque della Francia, tanto per fare un paragone. Alcune sono sostenute da associazioni che le inviano ai propri soci tesserati. Slow Food e Fisar, Vitae dell’Ais, Fis Bibenda, poi ci sono quelle del Gambero Rosso, dell’Espresso, di Mondadori/Doctor Wine (che mi vede coinvolto), Vini Buoni d’Italia, Luca Maroni e Veronelli. Sono pubblicazioni che escono da anni: le prime furono Veronelli e Gambero Rosso nel 1988, alle soglie del trentesimo anno di vita, e rappresentano altrettante inchieste annuali che vedono protagonisti vini e cantine di tutta Italia. Proprio come le inchieste messe in pagina dai giornali (a proposito, non saranno troppi anche quelli, allora?) partono da punti di osservazione diversi, hanno differenti metri di giudizio, privilegiano aspetti specifici. All ...

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