FRANCIA (QUINTESSENZA DI BORDEAUX) - ottobre/novembre 2015 – numero 70


Eccellenza da otto generazioni

Premier Grand Cru classé A, i vini di Château Angélus sono da 230 anni un riferimento assoluto nel mondo. Una leadership portata avanti oggi con piglio e competenza da Stéphanie de Boüard-Rivoal

di Alessandra Piubello
Angelus. Tre volte al giorno, il saluto dell’Angelo, l’annuncio del verbo trasmutato in carne. Da Clos Angélus per secoli i vignaioli all’opera avvertivano contemporaneamente il suono delle campane dell’Angelus da tre chiese diverse di Saint-Émilion. E si fermavano: un’immagine, fra tutte: L’Angelus di Jean-François Millet. Proprio da questo vecchio vigneto, acquistato nel 1924 dai Boüard de Laforest, prende origine il nome di un mito bordolese. In principio, prima di essere ribattezzato, era Château Mazerat. Angélus. Lo scampanellio festoso delle 20 campane (due a dominare le varie fogge più piccine) dello château ci accoglie a mezzogiorno in punto, come da tradizione. Un suono dalla risonanza mondiale. Il carillon è un simbolo svettante sulla facciata appena rifatta. E la campana, emblema eterno, rintocca sulle bottiglie. Angélus. Una storia di più di 230 anni, condensata nel ...

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