PANE AL PANE, VINO AL VINO - Agosto/Settembre 2015 – numero 69


Il Prosecco parla australiano

di Andrea Gabbrielli
Alla fine del 2013, l’Australian trade marks office, cioè l’Ufficio marchi australiano, ha respinto la richiesta presentata dalla Commissione europea di registrare «Prosecco» come Geographical indication (Gi) italiana. La decisione è stata presa alla luce dell’opposizione della Winemakers’ federation of Australia (Wfa), la quale, in una memoria, ha sostenuto che il termine «Prosecco» è sempre stato utilizzato per identificare il nome di una varietà d’uva. Pertanto, se fosse stata registrata come Gi, non avrebbe più potuto essere impiegata dai produttori australiani per i vini ottenuti con questo vitigno. Già, perché nello Stato di Victoria, nella parte sud-orientale dell’Australia, dove la presenza dell’emigrazione italiana è particolarmente folta, si coltivano Prosecco, Nebbiolo, Sangiovese, Pinot grigio, Dolcetto, Arneis, Vermentino, Barbera, Marzemino ecc. In pa ...

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