BORDEAUX NEL 2100 - Agosto/Settembre 2015 – numero 69


Con i cambiamenti climatici il vino migra a nord

di Alessandra Meldolesi
Uvaggi bordolesi in Gran Bretagna, Champagne e Riesling in Norvegia, Sangiovese e Tempranillo in Borgogna: ecco il futuro del vino nel caso l’uomo non dovesse invertire l’avanzata del mercurio nella colonnina del termometro. Un futuro su cui si è interrogato di recente anche Le Figaro, con un’inchiesta di Stéphane Reynaud, che ha fatto il punto sugli effetti di estati sempre più calde, chiuse nel sandwich di stagioni miti. I dati parlano chiaro: gli ultimi 30 anni sono stati i più bollenti da 14 secoli a questa parte, ma la temperatura è destinata a crescere ulteriormente di un paio di gradi entro il 2050; secondo i più pessimisti addirittura di 5 entro la fine del secolo. Il microclima che coccolava i migliori Chardonnay della Borgogna si ritrova oggi spostato di 200 metri in altitudine e 100 chilometri verso nord, che potrebbero diventare addirittura 1.000 nel 2100, aprendo prospettive drammatiche per la viticoltura. Per il ...

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