INCHIESTA (BERE BENE A BUON PREZZO) - Giugno / Luglio 2015 - Numero 68


Un’estate in bianco con dieci euro

Quindici anni fa con 20mila lire si accedeva a vini di prestigio da terreni di pregio. Oggi con l’euro non è più così, ma ciò non vuol dire perdere in qualità, anzi va pretesa nel senso della definizione varietale e della naturalezza espressiva. Ecco le 16 etichette per la bella stagione

di Pierluigi Gorgoni
Estate, tempo di bianchi freschi, anche senza spendere cifre esose. Intorno ai dieci euro, dico «intorno» per non apparire troppo fiscale, la qualità di un vino è un obbligo. A dieci euro è giusto pretendere ottima definizione varietale e giusta naturalezza espressiva, buon carattere e personalità. Come minimo questo. Poi da qui a salire. Con questo budget, a cercare bene, a fidarsi di chi sa dar consiglio, si possono trovare vini affidabili che non tradiscono mai, ma anche dal piglio sicuro, veri in senso ampio, non proditorio. Quelle che erano le vecchie 20mila lire, 15 anni fa consentivano l’acquisto di rossi e bianchi anche prestigiosi e da molti territori di gran pregio, ma con una certa incostanza, non tutti gli anni, non sempre le stesse etichette. Oggi è diverso. Intorno ai dieci euro, appena sotto o poco sopra, i vini cosiddetti prestigiosi è raro avvicinarli, ma quelli costantemente di qualità sono tanti, son ...

PER LEGGERE L’ARTICOLO INTERO COMPRA IL NUMERO IN PDF


EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP