TOSCANA (IL FUTURO IN UN CALICE) - Aprile / Maggio 2015 - Numero 67


Un assaggiodi libertà

Mettere a regime le vigne sull’isola penitenziaria facendo lavorare i detenuti. Nel 2012 era un progetto sociale, oggi è Gorgona Marchesi de’ Frescobaldi, il vino che fa molto bene...

«Presidente, e poi ci sarebbe una proposta...». Quella mail è finita sotto gli occhi di Lamberto Frescobaldi quasi in extremis, per lo scrupolo di un collaboratore al termine di una riunione. È il 2012 e Maria Grazia Giampiccolo, direttrice della colonia detentiva di Gorgona, nell’arcipelago toscano, ha lanciato il sasso ai principali produttori vinicoli toscani: sull’isola c’è un piccolo vigneto un po’ dismesso, due ettari, riparati, in un bel pendio esposto a sud. Si potrebbe inventare un progetto e fare il vino dei carcerati. Ma non la solita porcheria «modello contadino», da vendere come curiosità al mercato di Livorno e gettarla nello sciacquone al primo assaggio. Bisogna puntare in alto. Ci sono il cru e la mano d’opera, servono le competenze tecniche e un matto che creda nell’idea. Frescobaldi medita e poi, unico a rispondere all’appello, in agosto sale sulla motovedetta della polizia p ...

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