VENETO (ETICHETTE SERENISSIME) - Aprile / Maggio 2015 - Numero 67


Riflessi dorati in Laguna

Dalla salvaguardia della biodiversità viticola alle realtà produttive sulle isole: c’è una Venezia del vino che ha origini millenarie. E che oggi rivive con bianchi d’eccellenza

di Andrea Gabbrielli
Al tempo della Serenissima, le isole della laguna erano tutte coltivate. Frutta, verdura, ortaggi e naturalmente uva e vino. Una tradizione agricola che ancora oggi, seppur in misura ridotta, sopravvive qua e là. Non senza difficoltà a causa della presenza dell’acqua salata che permea i suoli e che rende difficili le coltivazioni nei broli, cioè nei giardini chiusi, e nei vigneti recintati da mura (clos) spesso sommersi o erosi dalle acque. Venezia ha un glorioso passato di emporio commerciale dove i vini, la Malvasia soprattutto a cui sono intitolati ponti e calli, provenienti dai suoi possedimenti dell’Adriatico e dell’Egeo, venivano smistati nelle città venete e in Europa. Già dall’anno Mille l’interesse della città lagunare allo sviluppo dell’agricoltura in terraferma è stato costante: la crescente domanda di derrate alimentari e di vino, specialmente della popolazione meno abbiente, non poteva ess ...

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