PIEMONTE (RIVELAZIONE ENOICA) - Febbraio / Marzo 2013 - Numero 54


Un Barolo dalle quote rosé

Negli anni 90, quando il mercato punta su vini di potenza cromatica, il Vigna Elena scardina le tendenze con le sfumature più sottili e meno autoritarie del Nebbiolo. Storia di un successo non annunciato, alla prova degli esperti

di Alessandro Franceschini
«Quando abbiamo deciso di piantare il rosé ci furono discussioni con mio suocero. Io non volevo, sentivo soprattutto quello che dicevano gli altri. Poi provai a fare una vasca a parte: il risultato fu decisamente avvincente. Subito più fl orealità. E poiché io ho sempre amato la Borgogna, decisi allora di vinifi carlo in purezza». Sembra semplice e lineare il processo che ha portato Valter Fissore alla creazione del Barolo diventato, negli anni, il simbolo dell’azienda che conduce con la moglie Nadia Cogno. Eppure c’è una serie di fattori che lascia capire come il travaglio e la responsabilità non siano stati così semplici da affrontare. La storia del Barolo Vigna Elena inizia nel 1991 quando viene piantato, per l’appunto, il rosé, la sottovarietà probabilmente meno mediatica tra quelle di cui dispone il Nebbiolo: colori più scarichi e sfumature più sottili, meno ...

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