BOTTE E RISPOSTE - febbraio/marzo 2014 - Numero 60


Il ruggito dell’Angelo si ode in tutto il Piemonte

di Daniele Cernilli
Non è proprio andata giù ad Angelo Gaja (sotto) l’iniziativa di un sedicente «comitato spontaneo» tesa a proporre una semplificazione del regime delle denominazioni di origine in Piemonte, con accorpamenti e gerarchizzazioni varie. «Ricordiamoci innanzitutto che noi piemontesi siamo stati gli artefici di quel pasticcio tremendo fatto nel 2001, quando per un maldestro e controproducente tentativo di valorizzare, solo sulla carta, tutto il vino prodotto in regione, si sono eliminate le Indicazioni geografiche tipiche facendo assurgere a Doc anche la denominazione regionale Piemonte», tuona il celebre produttore. «Ciò ha comportato che tutta quella produzione di bassa o mediocre qualità, che esiste ovunque e in ogni annata, è diventata Doc, eliminando la possibilità di declassare a una denominazione inferiore, come la Igt, un sacco di vino, promuovendolo solo sulla carta, creando confusione nei consumatori e non ...

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