LANGHE (DEGUSTAZIONE A PALAS) - Febbraio / Marzo 2015 - Numero 66


I moschettieri del Cerequio

A La Morra è andato in scena il confronto tra le filosofie dei cinque interpreti del cru di Barolo, con tre etichette ciascuno

di Daniele Cernilli
Michele Chiarlo è una delle figure di riferimento per la vitienologia piemontese. Di origine astigiana, la sua cantina principale è a Calamandrana, ed è famoso soprattutto per essere tra i migliori interpreti della Barbera d’Asti. La sua La Court Vigna Veja, con l’etichetta dipinta da Ugo Nespolo, maestro della pittura contemporanea, è un vero capolavoro. Ma da diversi anni Chiarlo è approdato in Langa. A Barbaresco, dove produce un ottimo esempio di quel vino, che deriva dalle uve del vigneto Asili, cru di grande rilievo. Poi nell’area del Barolo, nei comuni di La Morra e di Barolo, dove possiede alcuni ettari delle vigne Cerequio e Cannubi, patrie di grandi uve Nebbiolo. A Cerequio, inoltre, ha realizzato uno splendido albergo ristorante, il Palas Cerequio, dove è avvenuto l’incontro-confronto fra i cinque produttori di Barolo che deriva proprio da quel vigneto. Perché dai nove ettari vitati, messi a dimora sul ...

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