PANE AL PANE, VINO AL VINO - Dicembre / Gennaio 2015 - Numero 65


Quei Grand cru all’italiana

di Andrea Grignaffini
C’è perfino una compagnia aerea lituana: Grand Cru Airlines. Per limitarci agli alimentari, si spazia tra vino, olio, cioccolato, caffè, mozzarella, limoncello, aceto. E la lista sarebbe ancora lunga. Da qualche anno il nome cru è uno dei più usati, abusati (e, per il mondo pubblicitario, universalmente riconoscibili). Abbiamo pensato di fare un po’ d’ordine, ovviamente limitandoci al vino. Soprattutto di chiarire un malinteso: cru non è sinonimo di vino di pregio. Il termine viene dalla Francia (unica autorizzata, insieme al Lussemburgo, a utilizzarlo sulle etichette) e fa il suo debutto «ufficiale» in società con la classificazione dei vini di Bordeaux del 1855, voluta da Napoleone III in occasione dell’Esposizione universale di Parigi dello stesso anno. Cinque cru, in ordine di importanza, dal primo al quinto, tutti nel Médoc, a eccezione di Haut-Brion che è nel Graves. Letteralmente signific ...

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