TRIVENETO (REMUAGE CULTURALI) - Dicembre / Gennaio 2015 - Numero 65


Trentatré trentini champenoise

Se oggi, fra la maestà delle Dolomiti, si producono i Trentodoc, Spumanti capaci di rivaleggiare con le bollicine francesi, è grazie all’azione pionieristica di Ferrari, agente di una svolta che ha mutato la consuetudini di un’intera comunità...

di Andrea Grignaffini
L’aria pura delle Dolomiti e il carattere terso e lungimirante del Trentino sono gli elementi di un fenomeno che, dalla regione, si è irradiato in tutta Italia cambiando definitivamente le regole dell’enologia nazionale. Come tutti i cambiamenti su larga scala s’è trattato di una trasformazione che ha lasciato il segno in primis sulla terra, che è l’epidermide dove albergano le tracce dell’uomo, in secondo luogo nell’uomo stesso che, attraverso questo cambiamento, s’è evoluto. La traccia più rappresentativa, in questo senso, è un’architettura sia culturale sia mentale, ovvero la scuola Regia di agricoltura, ora Fondazione Edmund Mach, a San Michele all’Adige. È qui che, sul finire dell’Ottocento, è approdato l’agente di questa svolta, colui che segnerà il punto di non ritorno tanto per l’enologia trentina quanto per la scuola nazionale: è Giulio ...

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