SORSI DI STORIA (TAVOLI VIZIOSI) - Dicembre / Gennaio 2015 - Numero 65


Se si gioca in alto le coppe

Fin dal Medioevo, i tarocchi rimandano ad antichi ruoli sociali dei quali ci facciamo beffa. E il vino completa questo divertimento, riuscendo a certificarne l’autenticità

«I denari sono il simbolo dell’usura, le coppe dell’ubriachezza, i bastoni e le spade sono la violenza». Così Bernardino da Siena, arrampicato su una tribuna di legno, predicava in piazza il suo sermone Contra alearum ludos, pronunciandosi contro quei simboli diabolici propri dell’attività viziosa e immorale. Era il 1423 quando a Bologna il popolo mandò al rogo carte, dadi e tavolieri per liberarsi dal malcostume che quei giochi maligni avevano infuso nella società, assicurandosi in cambio la partecipazione al beneficio di tutte le messe celebrate dal francescano osservante in quell’anno. Il rogo si ripeté a Viterbo, a Perugia e poi a Firenze. Lo scenario dipinto sembra la descrizione della civiltà distopica raccontata da Bradbury in Fahrenheit 451, quando il milite del fuoco di professione, Guy Montag, «con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venef ...

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