LOMBARDIA (ARIA BORDOLESE SULLE ALPI) - dicembre/gennaio 2014 - numero 59


Le cinque stelle della montagna

Un vino: lo Sforzato. Una cantina: Nino Negri. Un’appartenenza: al Gruppo italiano vini. Ma soprattutto un territorio, la Valtellina, e un uomo, Casimiro Maule. Risultato? Un grande rosso. In verticale. Come le vigne

di Daniele Cernilli
Da lontano le vigne della Valtellina sembrano verticali. Invece sono solo strappate ai primi contrafforti delle Alpi Lepontine e Retiche a nord, e Orobiche a sud, collocate su terrazze rocciose che formano dei gradoni che si scorgono bene solo quando ci si avvicina. Siamo in un luogo magico e storico al tempo stesso, in una valle orizzontale, unica nel suo genere, formata come fosse un canyon dall’alto corso del fiume Adda, prima che questo si tuffi nel lago di Como. La Valtellina è stata fin dall’antichità una via essenziale di passaggio fra l’Engadina, il Canton Ticino, fino alla Svizzera francese e alla Valle d’Aosta. Luoghi dove una viticoltura di montagna è basata in gran parte sulla coltivazione del Nebbiolo, che prendeva diversi nomi nelle diverse zone, e che oggi resta solo in precise enclave come questa, dove tutti lo chiamano Chiavennasca, o come la Valle d’Aosta, dove invece prende quello di Picoutener. Qui vini, vigne e vi ...

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