EDITORIALE - Ottobre/Novembre 2013 - numero 58


Visione internazionale contro la miopia nazionale

di Daniele Cernilli
L’italica abitudine di privilegiare individualismo e una certa attitudine alla disorganizzazione è evidente anche nel mondo del vino. Il modo con il quale si stanno affrontando i mercati asiatici, e la Cina in particolare, la dice lunga in questo senso. Perché se è vero che per ora quel Paese non rappresenta ancora un punto di riferimento molto solido per il nostro export vinicolo, che non va tanto sopra i 100mila ettolitri l’anno, meno dello 0,5% del totale, va però considerato che il prezzo medio per litro è di otto euro, quattro volte quello medio, e che i nostri principali competitori, cioè i francesi, esportano dieci volte più di noi. Se è vero, come è vero, che quello sarà in futuro uno dei mercati più importanti del mondo siamo davvero messi male. Da cosa dipende tutto questo? Da quello che vi raccontavo prima e che ho cercato di dirvi anche nel numero scorso. Da un lato as ...

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