BOLGHERI (SECONDI VINCENTI/2) - Ottobre/Novembre 2013 - numero 58


Quei grandi rossi senza alcun complesso

Alle spalle dei grandi nomi bolgheresi, ci sono etichette meno impegnative per costi e attese che sanno regalare un assaggio del territorio altrettanto gratifi cante. Come dimostra la degustazione di 33 etichette dell’annata 2011

di Daniele Cernilli
Q Quando si parla dei vini di Bolgheri vengono subito in mente i nomi dei più famosi. Sassicaia, che ha una denominazione tutta sua, come Bolgheri Sassicaia, poi i Bolgheri Superiore più prestigiosi, come Ornellaia, Grattamacco, Argentiera, I Castagni, Podere Sapaio, Guado al Tasso. Infi ne quelli che non hanno la denominazione di origine come Bolgheri, ma che per mille motivi sono attribuibili a quel territorio. Il Paleo, il Masseto, il Messorio, il Camarcanda, il Dedicato a Walter, tra i più famosi. Vini molto conosciuti anche fuori dai patri confi ni, spesso costosi, si va dai 60/70 euro, fi no ai 500 del Masseto, e prodotti, tranne due o tre eccezioni, in tirature limitate. Vini per pochi eletti, che devono invecchiare per diversi anni, magari conservati in cantina dagli acquirenti, prima di potersi esprimere al meglio. Derivano da vitigni quali il Cabernet Sauvignon, prevalentemente, ma alcuni anche in uvaggio con il Merlot, con il Cabernet ...

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