CONVIVIO SUL FRIULANO - Ottobre / Novembre 2014 - Numero 64


La filantropia di Zorzettig

di Leila Salimbeni
Un vecchio goriziano, assaggiandolo, ha detto: “Qui si sente il vecchio Tocai”. Un complimento che m’arriva dritto al cuore. Per natura, infatti, non sono mai stata incline ai complimenti, e raramente paga dei traguardi, ai tecnicismi e alle lodi ho sempre preferito la schiettezza delle parole dette col cuore, poco incensate, dei compaesani e degli amici». È così che quella che doveva essere un’intervista s’è trasformata in una riflessione a cuore aperto sulla natura del Friulano, sia nella sua espressione umana sia nella sua interpretazione vinicola. Con Annalisa Zorzettig, del resto, non poteva essere altrimenti: una donna del vino dalla naturalità disarmante, deliziosa nella sua pungenza, come il suo Friulano Myò, che davvero stupisce e incalza. Piacevole, stuzzicante, come colei che l’ha concepito; al naso, quei tecnici che lei non ama vi avrebbero ravvisato certamente biancospino e frutta, come una Kaiser ...

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