GUERRIERI (ANIMO RIBELLE) - Ottobre / Novembre 2014 - Numero 64


Nel nome del padre

Essere Luigi Veronelli coincideva con l’esigenza di valorizzare e diffondere la cultura, la libertà, l’etica. Tutti coloro che fanno critica oggi gli sono debitori, così come chi lotta ancora per qualcosa. Ricordo a dieci anni dalla sua scomparsa

di Andrea Grignaffini
Va da sé che sarebbe improvvido ricordare Luigi Veronelli attingendo dalle vicissitudini della sua vita pubblica. Tuttavia, sono proprio queste vicissitudini che ci parlano più eloquentemente del Veronelli privato, ovvero un uomo che aveva inteso la vita così pienamente, così pionieristicamente, così liberamente da far calare sul presente, ora che dalla sua perdita sono passati dieci anni, un sipario forse più triste e desolante di quanto non avremmo osato immaginare. Del resto, se Gino fosse ancora in vita, ancora vivo sarebbe il campo di battaglia, ragion per cui bisogna sforzarci di perpetrarla, questa battaglia, che nel suo essere umana ha coinciso con molteplici fronti dell’esistenza privata e pubblica, e soprattutto perché da allora il nemico s’è rinforzato, rinvigorito dall’immaterialità dilagante di un’ignoranza in cui si avverte il grande Nulla profetizzato da Michael Ende nel 1979 e di cui ...

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