PERLAGE - Giugno/Luglio 2013 - Numero 56


Metodo Classico... emiliano

Mentre Giorgio racconta che questa è la sua prima esperienza alle prese col metodo Classico quasi stentiamo a credergli. L’ha chiamato Salébra, una parola che deriva dal latino e indica un terreno irregolare e sassoso, lo stesso che oggi ospita l’uva che lo compone. Questa scelta lessicale ci dice già molto della personalità di chi questo bel vino l’ha concepito, Giorgio Erioli, che è uomo di lettere, di penna, pennello e, non da ultimo, di terra. Il suo Salébra è un Brut millesimato, per forza di cose dato che siamo all’anno del suo atto di nascita, nell’annata 2010, sebbene adesso si trovi già en primeur nella versione 2011. Quella del metodo Classico era un’idea che lo accarezzava da tempo, solleticato dalle lusinghe della sua cara Alionza, un vitigno autoctono emiliano già elogiato dal Tanari nel XVI secolo, che qui, all’85%, si esprime in tutta la sua bella struttura e nella gamma dei suoi aromi più distintivi, che accolgono il naso con lo zafferano, lo solleticano col sambuco e chiudono con la frutta gialla. Ma nel Salébra troviamo anche un po’ di Trebbiano, al 10%, e un tocco di Pignoletto, solo un 5%, che verrà ulteriormente minimizzato in futuro. Perché? Erioli ci risponde con la benevolenza autoritaria che contraddistingue ogni buon padre, e ci racconta che il suo Pignoletto tende a marcare troppo il metodo Classico, che invece lui vorrebbe più evanescente e sfumato. Erioli www.eriolivini.it

EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP