CONTROEDITORIALE - Giugno/Luglio 2013 - Numero 56


Il fattore négociant e la negoziabilità del vino

di Andrea Grignaffini
Non è un caso che alla voce «négociant», su internet, si venga dirottati presso il sito di una guida inglese rispondente al nome di Ken’s Wine. Ivi è riportata, invero, una defi nizione dizionariale tanto parziale quanto, allo stesso tempo, esaustiva circa l’attività svolta dal négociant tuttofare di Borgogna. Curioso è che cliccando sull’opzione offerta dal motore di ricerca a proposito dei risultati in italiano ci si scontri con un imbarazzante vuoto informativo. Ma, come si sa, anche il silenzio parla: da questo silenzio, in particolare, si evince che l’universo dei négociant sia affare eminentemente francese, sebbene sia regolamentato, e comunicato, da agenti anglofoni «infi ltrati» in loco che ivi operavano già dal 1500. In Italia, peraltro, il lemma négociant non ha né traduzione né codifi ca, e questo, essenzialmente, per via del fatto che la ...

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