BOTTE E RISPOSTE - Giugno / Luglio 2014 - Numero 62


Gli «esperti» stranieri? Bocciati in enologia italiana

di Daniele Cernilli
Siamo a Napoli, un paio di mesi fa. Nel corso di un convegno sui vini campani, dedicato alla stampa internazionale, dopo una degustazione di Piedirosso dei Campi Flegrei, una nota giornalista di una conosciutissima testata americana prende la parola e dice: «Io non capisco proprio il perché dell’uso del legno nuovo su vini come questi. Alla fine i tannini diventano troppo aggressivi e i vini risultano davvero difficili da bere». Al convegno, fra i relatori c’è il professor Luigi Moio, docente di enologia all’Università Federico II di Napoli e notissimo consulente di molte aziende. Non potendone più delle affermazioni della «collega» americana interviene: «Signorina, lei sbaglia due volte. La prima perché la funzione delle barrique, i “legni nuovi” come li chiama lei, è proprio quella di ammorbidire i tannini attraverso la loro polimerizzazione che avviene a partire dai processi di micr ...

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