PROSECCO PER VOCAZIONE - Giugno / Luglio 2014 - Numero 62


Cinquanta vendemmie dedicate al padre

di Alessandra Piubello
L’anima del Prosecco catturata in bottiglia. Per diciotto volte. Maggiorenne oramai, koinè enoica riconosciuta. La sua prima volta, nel 1996, per un rituale celebrativo. Porta un nome, in etichetta: Giustino B. Una storia da ricordare. Che si ricollega al patriarca, uomo talmente giusto, di nome e di fatto, che fu eroico: decorato con medaglia al valore per aver salvato i suoi compagni. Il figlio Paolo Bisol, subentrato con passione al cambio generazionale, gli dedica in occasione delle sue prime 50 vendemmie questo vino che nel tempo avrà molti onori. Le uve, raccolte nel triangolo d’oro enologico del Valdobbiadene, fra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, fruttificano su vigne che raggiungono anche i cent’anni di età. Le colline, ricamate dai vigneti, sono formate per lo più da marne giallo-azzurrognole, accompagnate da arenarie cineree e cerulee, con una composizione fisico-chimica adatta a trasmettere alle uve profumi netti e ...

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