VENETO (SINTESI DEL PIACERE) - Giugno / Luglio 2014 - Numero 62


La solennità dell'arte rossa

Oltre la macelleria, con tutta la sapienza della tradizione familiare. Sua altezza la carne, regina di Damini: ora bottega del crudo, ora ristorante, dove va in scena la sublimazione della materia prima

di Alessandra Meldolesi
«Le pareti di lastre di marmo bianco, gli uncini di ottone che parevano d’oro, il banco in stile moderno, tutto marmi, che sembrava un altare di chiesa, il pavimento di marmo, il frigorifero grande che un uomo poteva starci in piedi senza chinare il capo»: bastava il luccichio di qualche arredo, nel 1954, per trasformare una macelleria in un oggetto del desiderio secondo la penna di Alberto Moravia. E la vecchia bottega della famiglia Damini, a San Giovanni Ilarione (Verona), ce la immaginiamo proprio così: un monumento all’arte rossa piantato in mezzo all’operosità del Nord-est. Il papà col camice immacolato dietro il banco, la mamma indaffarata con polli arrosto e spezzatini nella sua protogastronomia; fra una gonnella e un laccio di grembiule, ad alzo marmo, la punta dei capelli color fieno di Gian Pietro e Giorgio, in azienda dall’età di sette anni, per stalle a sceglier le bestie o addirittura già con il coltel ...

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