PERLAGE - Aprile / Maggio 2014 - Numero 61


Empireo in rosa

Un sogno in rosa preservato negli anni, e arrivato fino a noi grazie all’anteprima italiana organizzata dal gruppo Lvmh durante la scorsa edizione di Identità Golose. A tre secoli dalla sua nascita, grazie a un pubblico di estimatori colti e internazionali, la plus ancienne Maison de Champagne può dire oggi di aver tradotto quel sogno in bottiglie che sono monumenti alla Champagne; su tutte, occasione di questo incontro, la presentazione di Dom Ruinart Rosé 2002. È d’uopo chiarire fin da subito che un ulteriore riposo gli permetterebbe di raggiungere l’empireo dei più grandi millesimati della Maison, 1996, 1990, 1988 o il mitico 1976. Del resto, è grazie alla trama cromatica corallina che riusciamo a presagirne il gusto e l’olfatto. Un’effervescenza da manuale, e mentre intensità e complessità, note di guaiava, arancia sanguigna e cedro si mescolano ad aromi floreali come la violetta e la rosa, lasciando affiorare anche un tocco animale che richiama il muschio, è solo con l’aerazione che, a poco a poco, si rivela tutto un altro registro: note di nigella, di brioche al fiore d’arancio, orzata, e un fondo di frutti rossi perfettamente maturi. In bocca, l’ampiezza e il volume sono stordenti, mentre il sorso evoca la voluttuosità dell’abbinamento con un piccione laccato alla soia, o una tatin di animelle di vitello caramellate. Ruinart www.moethennessy.it

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