BOTTE E RISPOSTE - Aprile / Maggio 2014 - Numero 61


Il valore dei voti anche di quelli sotto l’85

di Daniele Cernilli
Sull’opportunità di valutare numericamente i vini, e di come farlo, se ne sono dette di tutti i colori. Iniziò molti anni fa Hugh Johnson, grande scrittore inglese di cose vinose, polemizzando ironicamente con Robert Parker che è stato l’inventore delle valutazioni numeriche per i vini. Ha continuato di recente il professor Attilio Scienza, stigmatizzando la pratica delle valutazioni, a suo parere estranea alla tradizione italiana, dimenticando però che di voti ai suoi studenti lui ne dà in continuazione. E se si possono valutare così degli esseri umani, forse si può fare la stessa cosa con i vini. Dare per forza dei punteggi, poi, è sicuramente utile per i lettori, che si ritrovano sintetizzata in un semplice numero una serie di considerazioni ampia e talvolta difficile da rendere in poche righe. Però è anche una forzatura. Rendere quantitativo, con un numero, ciò che è qualitativo, è ...

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