ESPERIENZE - Aprile / Maggio 2014 - Numero 61


La fresca potenza dell’Incrocio Manzoni

di Alessandro Franceschini
Nato fra gli anni 20 e gli anni 50, l’Incrocio Manzoni è il frutto di un periodo di grande difficoltà per la viticoltura italiana travolta dalla furia devastatrice di epidemie e malattie come la peronospera e la fillossera. Di lui, stupisce la potenza, virtù che si trasforma in vizio se non disciplinata dalla freschezza, e a maggior ragione, quando parliamo di un vino bianco, tanto più che questo è attraversato dalla doppia natura eterea e speziata del Riesling e la tensione esotico minerale del Pinot. Nello specifico, è caratterizzato in linea generale da un palato generoso e strutturato, ampio e ricco, che offre un vino di beva piacevolissima ma, non per questo, da prendersi alla leggera. Le quattro varietà che vi raccontiamo sono ciascuna l’esito di un’interpretazione. Color giallo paglierino con riflessi verdognoli quello di Giorgio Cecchetto, con profumo fine e delicato, ricorda la pera matura ma si scalda di sento ...

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