STORIA (METODO CLASSICO) - Aprile / Maggio 2014 - Numero 61


Voluptas aut necessitas?

Nell’antica Roma il nettare di Bacco era un bene simbolico, amato e studiato. E ancora oggi, come allora, v’è chi preferisce il vino da tavola e chi quello che appaghi il piacere

Panem et circenses, ma anche mulsum et crustulum, rappresentavano la formula perfetta per il benessere popolare e l’accondiscendenza politica. Da una parte il popolo due sole cose ansiosamente desiderava, ci racconta Giovenale, il pane e i giochi circensi così da placare gli animi e generare indulgenza. Dall’altra il vino mescolato a miele e delle sorte di focacce costituivano la risposta alla domanda di vino delle crescenti masse povere durante la Repubblica e il primo periodo dell’Impero romano. Chiaramente anche mulsum et crustulum placavano gli animi e generavano indulgenza. Del resto come biasimare chi, per piacere o per miseria, si trovava a usufruire di un dono così lauto e prezioso come il vino e le focacce dolci, probabilmente pensando, senza scelte, «meglio questo che niente». Senza considerare il fatto che il vino mescolato al miele rappresentava una prelibatezza senza eguali in confronto al vino semplicemente conditum, quindi spez ...

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