ALTA GRADAZIONE - agosto/settembre 2016 – numero 75


Vodka transalpina

Una Vodka d’eccezione oltre che eccezionale. L’eccezione non riguarda esclusivamente le origini, non russe come si può pensare ma francesissime, ma piuttosto l’essere ottenuta grazie a un particolarissimo e ricercato processo produttivo. Partiamo dal luogo di nascita, che coincide con quello della materia prima: il grano. L’utilizzo di questo cereale, rigorosamente di coltivazione transalpina (per la precisione viene coltivato nella parte centro settentrionale del Paese d’Oltralpe), permette di ottenere una maggiore morbidezza a livello di prodotto finale. A questo fanno seguito diverse distillazioni. E il numero sei della denominazione che campeggia in evidenzia nell’etichetta? Ha a che vedere sia con la distillazione sia con i requisiti che portano la Vodka Citadelle 6C a essere esattamente così come si può assaggiare dalla bottiglia. Sei sono infatti i criteri per ogni singola distillazione. Ciascuno di essi deve tenere in considerazione il prodotto finale, caratterizzato in ogni sorso da: morbidezza, mineralità, finezza, eleganza, aspetto cristallino e, per finire, purezza. Per ottenere quest’ultimo, ma non ultimo, anzi importantissimo requisito, la Vodka 6C di Citadelle viene filtrata per sei volte attraverso placche di carbonio (ecco spiegata anche la lettera C della sigla). In bocca questo distillato risulta così asciutto ma non troppo secco, morbido ma mai dolce, oltre che caratterizzato da un finale speziato che ricorda il cumino e l’anice.

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