PERLAGE - agosto/settembre 2016 – numero 75


Camminando con Villa

Ogni volta che varchiamo la soglia del grande cancello in ferro battuto abbiamo la netta sensazione di entrare in un’altra dimensione. È l’atmosfera, infatti, la prima cosa diversa a Villa Franciacorta, azienda che ha saputo fare della coerenza stilistica uno dei suoi mantra più manifesti. L’occasione, quest’anno, è stata la XX edizione di una verticale dedicata a un prodotto il cui fascino non ha mai conosciuto battute d’arresto. Si tratta di Diamant, il Pas Dosé dell’azienda di Monticelli Brusati che, tra le altre cose, ha la peculiarità di produrre solo millesimati e di non preparare nulla prima delle verticali lasciando anzi che il tempo si manifesti in tutta la sua potenza. Un millesimo nel millesimo, si potrebbe dire, e difatti a ciascun’annata corrisponde un preciso dégorgement, come nel caso della 1999, l’ultima bottiglia in degustazione, sboccata appunto nel 2003. Dieci annate di Villa Franciacorta, quindi, dieci diamanti con picchi di smisurata profondità ma accomunati da un’unica sensazione, la leggerezza, che fa da leitmotiv all’intera giornata. Qualche esempio? Il millesimo 2006, incisivo nelle sue sensazioni di cedro e pietra focaia; il 2001, nostalgico come di geranio, arancia, polvere di caffè, lacca, cera, humus e sottobosco e su su fino all’insuperabile 1999, con le sue sensazioni di camomilla, rose appassite, panna e mandarino. Un irretimento percettivo suggellato dal pranzo, leggero ma altrettanto incisivo, dello chef Stefano Cerveni.

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