VISTI DI NEW YORK - agosto/settembre 2016 – numero 75


Barbera, Fiano e Refosco andate fuori dalla Grande Mela

di Marco Melzi
Sempre desideroso di mettere i nostri lettori al corrente delle ultime novità e tendenze della scena enoica newyorkese, vengo talvolta colto dal timore di avere dipinto un quadro eccessivamente idillico. Sebbene sia vero che a New York è possibile reperire bottiglie provenienti dalla maggior parte delle aree vitate del pianeta, statistiche e volumi di vendita mostrano una realtà assai differente. L’entusiasmo per le etichette del Giura, dell’Etna o del Burgenland è tangibile (quando non parossistico) in una serie di enoteche ed esercizi di Manhattan che potremmo definire di nicchia o «cutting edge», ma che quantitativamente sono poco significative. Le vendite di Petite Arvine e Nerello Mascalese sono ridicolizzate dagli oceani di Pinot grigio, Sauvignon blanc californiani o neozelandesi e Malbec argentino, che tuttora rappresentano il calice abituale della maggioranza dei bevitori Usa. Questo stato di cose ha dato vita a un fenomeno s ...

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