NOBILI DI SPIRITO - agosto/settembre 2016 – numero 75


Storie di vite pagina N11

di Gelasio Gaetani d'Aragona
La storia ultima del vino italiano ha avuto protagonisti che non vanno più raccontati perché tutto è stato scritto e detto su di loro, ma devono assurgere a monumenti nazionali attraverso una nuova classificazione, peccato però che nel nostro Paese non esista un rating vinicolo dei territori più nobili del vino pari a quello più celebre: la classificazione ufficiale di vini di Bordeaux del 1855, universalmente riconosciuto dai mediatori di uve, di mosti e di vini prodotti un po’ ovunque nel sud del Mediterraneo e a Bordeaux stessa. Erano i «courtier» e il loro giudizio ha segnato il percorso che ha determinato la grandezza dei vini riconoscendo il lavoro di taluni vigneron illuminati di allora. Quei giudici di allora oggi sarebbero di certo i distributori, gli importatori e i commercianti che non sono solo più a Bordeaux e in Inghilterra ma anche a New York, Hong Kong, Milano, Londra, Ginevra e nei nuovi mercati del Far ...

PER LEGGERE L’ARTICOLO INTERO COMPRA IL NUMERO IN PDF

EDICOLA ON LINE
    
GLI EVENTI DI SWAN GROUP