VALLE D'AOSTA (VITICOLTURA EROICA) - agosto/settembre 2016 – numero 75


La qualità a km zero della Vallée

Nella più piccola regione d’Italia la viticoltura compare nel II secolo d.C. e dagli anni 60 i suoi vini diventano caratteristici arrivando oggi a proposte di eccellenza, soprattutto tra i rossi

di Emanuele Alessandro Gobbi
Il geologo naturalista ginevrino Horace-Benedict de Saussure, per capirci il primo viaggiatore moderno alpino che, nella seconda metà del XVIII secolo, contribuì in maniera decisiva a diffondere una nuova percezione delle Alpi, associava la conoscenza all’esperienza sul campo: camminare in montagna, per lui, era prima di tutto un metodo di comprendere, in prima persona, il panorama delle altezze... E quindi, mi chiedo, come recita un vecchio adagio, sarà vero che in Valle d’Aosta, cioè in montagna, cioè in altitudine, il vino è più buono? Beh, sicuramente il fascino della roccia che qui circonda tale nettare è disarmante; lo è tanto e, per me, pure incline alla meditazione più di tanti altri territori. Benvenuti allora in Valle d’Aosta, la più piccola regione d’Italia per superficie e popolazione, la terra del «rouge et noir», colori della bandiera nazionale e della fortuna. ...

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